Come regolarizzare il ciclo mestruale in modo naturale

Molti problemi si possono curare semplicemente seguendo una adeguata e bilanciata alimentazione, ma se ci stiamo chiedendo come regolarizzare il ciclo mestruale in modo naturale, dobbiamo tenere presenti alcuni importanti fattori di ordine medico e ricordare che, in caso di mestruazioni irregolari, non possiamo sempre utilizzare semplici cure fai da te.

Ciclo mestruale irregolare

Si parla di ciclo mestruale irregolare quando il ciclo si discosta dalla durata, dalla periodicità e dal flusso considerati normali.

In un ciclo normale, le mestruazioni arrivano ogni 28 giorni, hanno una durata variabile dai 3 ai 7 giorni, producono una perdita ematica che varia dai 28 agli 80 millilitri per ogni ciclo mestruale.

Per quel che riguarda la periodicità, sono considerati ancora nella norma intervalli che variano dai 25 ai 36 giorni. Mestruazioni con periodicità inferiore ai 25 giorni (polimenorrea) o superiore ai 35 giorni (oligomenorrea), devono metterci in allarme e dobbiamo eseguire un controllo medico ed un controllo ginecologico.

Sulla oligomenorrea, periodicità superiore ai 36 giorni, od anche sulla amenorrea (assenza di mestruazioni per oltre 3 mesi), può influire in modo significativo la nostra alimentazione, poiché la scarsità della alimentazione, intesa come una vera e propria malnutrizione, può causare un rallentamento ed infine il blocco totale del ciclo mestruale. si parla però di casi in cui l’alimentazione è non solo sbagliata o poco adeguata, ma veramente insufficiente per poter permettere al nostro corpo di svolgere le sue normali funzioni fisiologiche, incluse quelle che attengono alla sfera della riproduzione. Chiaramente in questo caso occorre consultare un medico ed in seconda istanza anche un ginecologo, ma ricordiamo che in questi particolari casi, sono tutte le unzioni del nostro corpo ad essere messe a rischio ed un diradamento, fino ad arrivare alla ’assenza di mestruazioni, è solo un sintomo visibile di un profondo squilibrio organico che, in casi estremi, porta anche alla morte per malnutrizione.

Un lungo intervallo fra una mestruazione e quella successiva, può anche significare che abbiamo un problema a carico di una delle due ovaie, che ovulano in modo alterno. Se esiste un problema a carico di una delle due ovaie, questo potrebbe manifestarsi con un grande allungamento del periodo intermestruale, poiché una delle due ovaie non è in grado di produrre un ovulo.

Quando invece la periodicità del ciclo è inferiore ai 25 giorni, invece, il nostro copro non ha il tempo per produrre l’ovulo e farlo correttamente insediare. Le cause possono essere moltissime, ed occorre fare una visita di controllo generale oltre ad una visita ginecologica. Le mestruazioni, in questo caso, possono essere talmente tanto frequenti da impedire la corretta maturazione dell’ovulo ed essere, di fatto, sterili.

In tutti i casi, essendo il ciclo mestruale un ciclo complesso, che attiene al nostro ciclo ormonale, quando le mestruazioni sono troppo irregolari occorre andare dal medico e verificare sia il nostro ciclo ormonale, sia la nostra tiroide che lo guida, sia la nostra ipofisi, sia l’0equilibrio generale del nostro corpo e del nostro apparato riproduttivo.

L’alimentazione può curare alcune cose

Con una alimentazione corretta ed equilibrata, però, possiamo curare alcune cose, anche se parlare di cura è abbastanza fuorviante.

Di fatto, una alimentazione squilibrata e poco salubre, si riflette su tutto il nostro organismo, ed anche sul nostro ciclo mestruale.

Una alimentazione sana, corretta, il più possibile naturale, ci aiuterà a prevenire alcune delle disfunzioni della periodicità mestruale, ovvero quelle che sono più strettamente legate allo stato fisico ed al benessere in generale, mentre con la sola alimentazione non potremo guarire da un problema ormonale, né da un problema di funzionamento dei nostri organi riproduttivi.

Mangiare sano e mangiare in modo equilibrato sono sicuramente una via per una migliore salute, ma nel caso di cicli mestruali davvero irregolari, la cura fai da te è pericolosa: occorre indagare sui motivi delle irregolarità e rivolgersi al nostro medico ed al nostro ginecologo di fiducia.

Ciclo mestruale e letture: alcuni libri sul tema

Per approfondire, per conoscersi meglio, per ottenere alcuni pratici suggerimenti, possiamo fare riferimento anche ad un vasto numero di pubblicazioni. I libri che parlano del ciclo mestruale, e più in generale del funzionamento del corpo femminile, in modo semplice ed immediato da capire sono molti.

Alcuni libri parlano della storia, altri ci aiutano a capire il funzionamento del nostro corpo, altri ancora ci guidano alla riscoperta di noi stesse, suggerendo esercizi, diete, rimedi naturali.

Cominciamo con un classico:

noi e il nostro corpo

anche se la prima edizione di questo libro risale a molti anni fa, si presenta ancora oggi come un valido strumento per capire tutto quel che dobbiamo capire e sapere riguardo al funzionamento del nostro ciclo mestruale, e non solo.

Scritto in maniera chiarissima, comprensibile a tutte, non esita ad introdurci anche ad una terminologia medica che ci viene suggerita assieme alle chiare e dettagliate spiegazioni in tono più discorsivo.

Sono moltissime le illustrazioni ed i disegni che aiutano a capire don precisione cosa succede all’interno del nostro corpo prima, durante e dopo le mestruazioni.

Il libro presenta anche una lunga panoramica sui segnali di allarme da tenere presenti e da non sottovalutare, così come introduce ad una maggiore consapevolezza del nostro corpo, che non può essere altro che salutare, sia psicologicamente che fisicamente.

Le mie cose. Mestruazioni: storia, tecnica, linguaggio, arte e musica

Interessante e davvero da leggere, questo libro di Raffaella Malaguti ripercorre per noi la storia del ruolo delle mestruazioni nel corso delle diverse epoche, propone riflessioni sull’utilizzo nel linguaggio dei termini utilizzati per indicare le mestruazioni, ci invita a riflettere e ci fornisce uno sguardo di ampiezza storica su quello che p un naturalissimo fenomeno che viviamo per molta parte della nostra vita, che però è stato viaa via ignorato, strumentalizzato, nascosto, reso vergognoso.

Un testo interessante, leggendo il quale potrebbe anche capitarci di scoprire che spesso utilizziamo parole legate al ciclo mestruale che hanno origine proprio dalla negazione di questo naturalissimo evento.

Mestruazioni

Un libro del tutto diverso è questo di Alexandra Pope, che ha come lungo sottotitolo “La forza di guarigione del ciclo mestruale dal menarca alla menopausa”.

Lo scopo di questo libro è guidare le donne, ma non solo loro, alla riscoperta ed alla valorizzazione della loro profonda natura ciclica.

Non mancano consigli per scegliere una dieta adeguata, né mancano suggerimenti sul tipo di attività da svolgere per alleggerire il peso dei disturbi mestruali.

Attraverso esercizi che aiutino sia la mente che il corpo, quello che la Pope propone è un vero e proprio viaggio alla riscoperta senza forzature della nostra naturale femminilità, che non viene certamente a mancare con la fine delle mestruazioni, ma che ci regala una forza interiore solo quando ne afferiamo la grande importanza.

Luna rossa

In questo volume, dal sottotitolo “Capire e usare i doni del ciclo mestruale”, Miranda Gray ci guida alla riscoperta del nostro naturale ritmo interiore, verso la cancellazione di schemi antiquati e di pesanti tabù che ancora oggi ammantano questo naturale evento fisiologico.

Liberarci dei preconcetti e dei pregiudizi, in un certo senso significa anche liberarci di grande parte di un peso che, anche socialmente, durante il ciclo mestruale ci vengono imposti, proprio per la mancanza di una adeguata cultura, in cui la conoscenza delle cose troppo spesso lascia il posto ad antiquati e privi di valore pregiudizi, radicati in un cultura che vedeva non solo il ciclo mestruale, ma la donna tutta come qualcosa di impuro.

Vivere Bene Il Ciclo Mestruale e Risolvere i Disturbi con la Via Femminile

Scritto da Simona Oberhammer, questo libro ci guida alla scoperta di un modo per gestire le nostre mestruazioni, svincolato non solo dai pregiudizi, ma anche più sano, la via femminile ci aiuta a sistemare al giusto posto le cose ed a capire che il dolore e molti altri sintomi possono non solo essere alleggeriti, ma anche evitati.

Una guida che ci aiuta a comprendere come il dolore, anche il dolore mestruale, non sia una necessitò, ma un campanello di allarme che indica qualche problema, mentre il ciclo mestruale non è affatto un problema in se stesso.,

Ciclo e dieta depurativa: cosa mangiare per avere mestruazioni meno dolorose

 

le mestruazioni troppo dolorose sono sempre un campanello d’allarme. nel caso di dolori mestruali troppo accentuati, è sempre bene fare una visita di controllo dal nostro ginecologo, per verificare che non ci siano infiammazioni in corso o problemi a carico dell’apparato genitale.

In ogni caso, una sana e corretta alimentazione può aiutarci ad alleviare i dolori mestruali. Vediamo quindi cosa mangiare per avere mestruazioni meno dolorose, e vediamo anche cosa non mangiare.

Cosa mangiare per alleviare il dolore mestruale

Durante il ciclo mestruale, possiamo dire che si evidenziano in modo particolare quelli che sono i problemi legati ad una alimentazione scorretta.

Durante le mestruazioni perdiamo sangue e, con esso, molti liquidi.

Sono quindi da preferire i cibi freschi, la frutta e la verdura di stagione, alimenti che aiutino l’integrazione della ferritina, che possono essere sia carne, che legumi che contengano ferro.

Aiuta anche il potassio, specie se durante le mestruazioni avvertiamo unna debolezza muscolare diffusa, che potremmo semplicemente assumere mangiando una banana.

Non esistono però diete uniche e valide per tutte noi: molto dipende dallo stile di vita, che richiede una alimentazione diversa a seconda della attività fisica da noi svolta durante la giornata.

L’importante infatti è anche scegliere cibi che regolarizzino il nostro intestino, che però durante le mestruazioni cambia da donna a donna: per alcune si presenta un poco di stitichezza, per altre invece è il contrario. La scelta del tipo di alimentazione è strettamente collegata al funzionamento del nostro intestino, che nei giorni delle mestruazioni, se addolorato, contribuisce in maniera notevole ad aumentare i dolori mestruali creando rigidità addominale.

Integriamo quindi la nostra alimentazione con alimenti che ci permettano di ricreare le nostre riserve di ferro, e non dimentichiamo di bere una discreta quantità di liquidi, magari sotto forma di tisana rilassante, che oltre ad aiutarci a riposare, può fungere anche da blando antidolorifico.

Scegliamo le verdure a foglia verde, che contengono ferro, come ad esempio gli spinaci, ma non abbondiamo con la verdura cotta perché potrebbe causare problemi di gonfiore.

Il radicchio fresco è un ottimo alimento che ci aiuta sia ad integrare diversi elementi, sia a digerire con maggiore facilità.

Evitiamo sughi elaborati, preferendo l’olio crudo, aggiungiamo yogurt alla nostra colazione, che ci permetterà di rinforzare la flora batterica intestinale.

Cosa non magiare durante le  mestruazioni

Fermo restando il fatto che, in caso di dolori eccessivi, la cosa principale da fare sarà quella di rivolgerci la nostro medico,  possiamo aiutarci evitando i cibi che tendono ad acuire i dolori mestruali.

Fra questi, ci sono moltissimi alimenti e bevande che consumiamo abitualmente, in primo luogo il caffè.

Il caffè aiuta ad acuire il dolore mestruale, e ne aiuta una migliore percezione e sarebbe quindi da evitare.

Evitiamo, soprattutto, di mangiare troppo o troppo spesso, perché un grosso carico di lavoro per il nostro apparato digestivo comporta un acuirsi dei dolori mestruali.

Cibi troppo grassi, cibi fritti, cibi troppo elaborati con olio cotto, sono tutti alimenti da evitare, cos’ come sono da evitare alimenti troppo dolci perché lo zucchero ci fornisce una energia immediata, stimolando il nostro organismo, ma è una energia che viene bruciata immediatamente, lasciando poi un maggiore senso di spossatezza che va ad acuire la stanchezza muscolare che spesso è associata ai dolori mestruali.

Evitiamo i cibi che sappiamo di avere difficoltà a digerire, che a volte variano da donna a donna ed evitiamo i cibi fatti con farina molto raffinata, che sono meno facilmente digeribili.

Da evitare anche i cibi troppo speziati come anche i cibi troppo salati o le conserve sotto sale, che favoriscono la ritenzione idrica.

28 maggio, la giornata internazionale per l’igiene mestruale

Dalla censura di qualche anno fa da parte della televisione della parola “mestruazioni”, alla presa di coscienza che ha portato, due anni fa, ad istituire una Giornata Internazionale per l’Igiene Mestruale.

La giornata internazionale dell’igiene mestruale

Con lo scopo di sfatare alcuni preconcetti e molti tabù che sono profondamente radicati nella nostra cultura, nasce nel 2014 la Giornata Internazionale dell’Igiene Mestruale.

Parlare liberamente e senza alcun tipo di imbarazzo delle mestruazioni, che fanno parte integrante della vita di ogni donna, è non solo un atto che permette di acquisire libertà, ma è soprattutto un atto che porta ad una maggiore consapevolezza del nostro copro.

Teniamo presente che alcune, gravi patologie a carico dell’apparato genitale femminile, vengono spesso misconosciute proprio perché viene considerato imbarazzante parlarne anche con il proprio medico, o addirittura perché una sofferenza addominale profonda durante il periodo mestruale viene considerata “normale”, mentre è invece possibile che il dolore sia semplicemente un sintomo non delle mestruazioni, ma di qualche problema più grave a carico dell’apparato genitale.

Scopo della giornata, che cade il 28 di maggio , è quello di parlare e di far parlare le donne di quello che viene spesso vissuto come un problema, come finte di imbarazzo, addirittura con vergogna, mentre è un normale aspetto della vita femminile che ci accompagna mediamente dai 14 ai 50 anni.

Parlare di mestruazioni in modo libero, parlare e fare cultura anche sui social network, diffondere la consapevolezza nelle donne, ma non solo nelle donne, è la strada migliore da perseguire per garantire alle nostre figlie, ed a noi stesse, un futuro libero dai tanti pregiudizi che sono legati al nostro ciclo mestruale.

Va da sé che una giornata dedicata alla igiene mestruale, sono contemplati anche i problemi legati alla sessualità, femminile ma non solo, ed ai vari modi in cui le donne vivono le loro mestruazioni ed il loro corpo.

Un modo, insomma, non solo per parlare di noi stesse, ma soprattutto per capire qualcosa anche di noi stesse, in una giornata che sposta l’accento dalla sola perdita di sangue mestruale, alla gestione corretta e consapevole del nostro ciclo mestruale, ed in ultima analisi, anche del nostro corpo.

La coppetta mestruale: un nome che va verso l’igiene mestruale

La coppetta mestruale si pone in modo preciso e netto anche nella scelta del nome e aiuta di per sé ad acquisire una consapevolezza che spesso non abbiamo.

Mai più “quei giorni”, mai più “quando sei indisposta”, ma iun chiaro, semplice e corretto “durante le mestruazioni”, che toglie ogni traccia di vergogna o di imbarazzo ad un processo fisiologico che è il segnale della nostra fertilità.

Parlare di coppetta mestruale, utilizzare la coppetta mestruale, fa si che anche noi iniziamo ad uscire da alcuni, obsoleti schemi di pensiero, che vogliono le mestruazioni nascoste, come fossero qualcosa di sporco o di impuro, e che tanto danno fanno anche alle preadolescenti che vedono i cambiamenti del proprio corpo, ne percepiscono la vastità, ma spesso non collegano le mestruazioni ad una sorta di momento di passaggio.

Fa pensare il fatto che una data stabilita in modo artificiale come il 18esimo compleanno comporti moltissime aspettative, mentre la data molto più personale, privata, e per moltissimi versi unica per ciascuna di noi come l’arrivo della prima mestruazione venga vista in maniera preoccupata o comunque comporti molto poco frequentemente la consapevolezza che il nostro copro è profondamente cambiato e necessita di una ulteriore attenzione.

La cura principale, l’abitudine a tenere un calendario delle mestruazioni per verificarne la regolarità, sono purtroppo troppo poco diffuse, specie fra le giovanissime.

La giornata internazionale per l’igiene mestruale serve a tutte noi, serve alle nostre figlie e, perché no, serve anche ai nostri compagni per capire qualcosa di ciò che spesso è travisato da falsi pudori e polverosi preconcetti.

Ciclo abbondante o scarso, come capirlo?

Un parametro importante da tenere monitorato è, assieme alla regolarità del nostro ciclo mestruale, quello delle perdite ematiche che si verificano durante le mestruazioni. Ma come fare a capire se il nostro ciclo è abbondante o scarso?

Ciclo mestruale normale

Anche se non esiste una regola comune per tutte e per ogni ciclo, dobbiamo ricordare che un qualunque tipo di irregolarità del nostro ciclo mestruale potrebbe essere il segnale di allarme di un processo in atto.

Nella norma, un ciclo mestruale si ripete mediamente ogni 28 giorni, ha una durata che varia dai 3 ai 7 giorni, e comporta una perdita di sangue variabile da 28 millilitri a 80 millilitri.

Anche se piccole variazioni sulla durata del ciclo sono scarsamente significative, una durata del ciclo molto superiore o molto inferiore ai 28 giorni deve metterci in allarme e dobbiamo consultare un ginecologo.

Analogamente, un ciclo troppo scarso per perdite ematiche o troppo abbondante, potrebbe essere il segnale di qualcosa che non funziona e dobbiamo rivolgerci al nostro ginecologo, specie in caso di flusso mestruale troppo abbondante o di durata troppo prolungata, superiore ai 7 giorni.

Se un ciclo troppo scarso ci capita occasionalmente, una motivazione potrebbe semplicemente essere quella dello stress,. Anche una cattiva alimentazione fa diminuire occasionalmente il flusso mestruale, ma se rimane costantemente scarso, è il caso di rivolgerci al nostro ginecologo per scongiurare il rischio di una amenorrea e per verificare che anche i livelli ematici siano nella norma.

Un flusso troppo abbondante, per contro, difficilmente ha origine in fattori esterni e dipende in grande parte da problemi che potrebbero anche aggravarsi, occorre quindi fare subito riferimento al nostro ginecologo se il flusso di sangue è troppo abbondante.

 Capire se il flusso è abbondante o scarso

Se il conteggio dei giorni del ciclo e quello della durata delle mestruazioni è di facile attuazione per noi tutte, diverso è invece il tentativo di capire se il nostro flusso mestruale rientra nella norma.

La forbice così ampia, dai 28 agli 80 millilitri, è già di per sé una fonte di confusione poiché anche se il nostro ciclo è abbondante potrebbe essere perfettamente nella norma.

Chiaramente, in caso di dubbi, è sempre bene rivolgerci al nostro ginecologo, ma difficilmente possiamo quantificare le perdite ematiche con i normali assorbenti.

Anche il numero di assorbenti tradizionali utilizzati a volte può confondere, specie se confrontiamo il nostro consumo con quello di altre donne. Sono infatti moltissimi i fattori che incidono e certamente nessuna di noi si cambia un assorbente solo una volta raggiunta la sua piena capienza, per ovvi motivi sia di igiene che di tranquillità.

Un modo invece pratico, di facile comprensione, e soprattutto che non lascia spazio a troppa immaginazione è quello di utilizzare una coppetta mestruale.

Come si può vedere qui https://coppettamestruale.net/coppa/mestruale-soft-grande/, scendendo lungo la pagina e selezionando la voce TAGLIA, scopriamo che esistono due diverse misure della coppetta, e ciascuna ha una capienza diversa.

La coppetta mestruale di taglia piccola https://coppettamestruale.net/coppa/mestruale-classica-piccola/, ha una capienza fino ai fori di 17.5 millilitri.

La coppetta mestruale di taglia grande https://coppettamestruale.net/coppa/mestruale-classica-grande/ ha invece una capienza fino ai fori di 25 millilitri.

Quando il sangue mestruale arriva ai fori che si trovano nella parte alta della coppetta, la coppetta è piena e possono verificarsi piccole fuoriuscite di angue che ritroveremo lungo le pareti vaginali quando andiamo a togliere la coppetta.

In ogni caso, anche senza attendere che la coppetta sia piena sino al bordo, che ha una capienza superiore ma che rischia di provocare perdita di sangue, conoscendone la capacità totale fino ai fori possiamo facilmente capire quanto sangue perdiamo durante un ciclo.

Teniamo presente che una perdita inferiore ai 20 ml è segno di ipomenorrea, ovvero ciclo mestruale troppo scarso per essere nella norma, e che quindi dobbiamo fare un controllo ginecologico.

Analogamente, se il flusso è superiore agli 80 ml, segno di ipermenorrea, dobbiamo fare una visita ginecologica per verificare che non ci siano problemi di diverso genere a carico dell’utero.

Alcuni problemi, infatti, sono facilmente risolvibili se affrontati per tempo, mentre se li ignoriamo non possono far altro che peggiorare.

Come affrontare gli sbalzi d’umore prima e durante le mestruazioni

 

Per affrontare gli sbalzi d’umore legati al ciclo mestruale, scopriamo qualche trucco, un poco di buon senso e sfatiamo qualche mito ancora oggi troppo diffuso.

Affrontare gli sbalzi d’umore  prima delle mestruazioni

Può capitare che prima dell’inizio delle mestruazioni, il livello del progesterone che scende ci crei qualche piccolo problema di sbalzi d’umore, specialmente se il nostro ciclo non è ancora regolare.

Non bastano però le spiegazioni fisiologiche a giustificare sbalzi d’umore eccessivi, che devono essere ricondotti non già al ciclo mestruale, ma ad altri fattori.

Se prima delle mestruazioni ci sentiamo davvero molto emotivamente in difficoltà, potrebbe essere un segnale importante e dovremmo parlarne con il nostro medico.

Il miglior modo per affrontare gli sbalzi d’umore prima delle mestruazioni, è quello di ridimensionare il problema, che spesso viene ingigantito in modo eccessivo, sull’onda di pregiudizi e di tabù culturali legati al ciclo mestruale femminile.

Stiamo ovviamente parlando di donne adulte: per le ragazze più giovani, che sono alle prese con le loro prime mestruazioni, è più facile che l’ansia legata all’arrivo del ciclo mestruale faccia in modo, proprio nei giorni che precedono il ciclo, di aumentare e quindi di creare sbalzi d’umore dovuti alla tensione e non alle mestruazioni in se stesse.

Ricordiamo che la sindrome premestruale, anche se il nome è decisamente poco indovinato, non indica una malattia o uno stato di malattia, ma un normale periodo del periodico ciclo ormonale femminile, che dura dalla prima mestruazione sino alla menopausa.

Se ci sentiamo in ansia, se i nostri sbalzi d’umore prima delle mestruazioni ci sembrano eccessivi, la cosa migliore da fare è cercare di capire a cosa sono dovuti.

Temiamo che le prossime mestruazioni saranno molto dolorose? Siamo preoccupate per l’arrivo delle mestruazioni perché desideriamo un figlio? Siamo preoccupate perché potrebbero non arrivare?

Sleghiamo quindi quelli che sono i fattori esterni dai fattori fisiologici.

Questi fattori fisiologici, da soli, possono causare un lieve calo di sopportazione ed un lieve abbassamento della nostra normale soglia di tolleranza.

Il calo del progesterone, fisiologico, in se stesso non crea, in una cultura in cui il ciclo mestruale è oramai da miliardi di anni scollegato dalla sopravvivenza della specie, alcun fastidio reale se non in caso di ciclo ormonale non ben funzionante.

Più che affrontare gli sbalzi d’umore, quindi, dovremo prendere coscienza del fatto che se si presentano con regolarità e non esiste una causa esterna , come ad esempio il timore di una gravidanza indesiderata, la cosa non è affatto normale ed il miglior modo per affrontare il problema è parlarne con il nostro medico e con il ginecologo di fiducia.

Affrontare gli sbalzi d’umore durante le mestruazioni

Durante le mestruazioni, non esiste invece alcun motivo fisiologico per cui il nostro stato emotivi debba essere alterato.

Di fatto, il livello degli ormoni la cui variazione potrebbe creare qualche fastidio, durante il periodo mestruale resta praticamente inalterato.

Le mestruazioni però, sono a volte abbastanza dolorose, sono stancanti perché si perdono liquidi e ferro, e di fatto gli sbalzi d’umore legati al mestruo sono dovuti non proprio alle mestruazioni, ma ad eventi collaterali.

Una certa stanchezza, dovuta sia al dolore che alla perdita di sangue, ci rende automaticamente più soggette a sbalzi d’umore d stanchezza.

Il modo migliore per affrontare questi sbalzi, quidni, è quello diu seguire le indicazioni del nostro corpo.

Ricaviamoci qualche momento di riposo aggiuntivo, non dimentichiamo di integrare la nostra alimentazione, facciamo un periodico controllo e, se il senso di spossatezza è molto elevato, controlliamo di non avere problemi di anemia che si possono aggravare durante le mestruazioni.

Cerchiamo di utilizzare prodotti naturali per alleviare il dolore ed anche per conciliare il sonno che, con l’addome addolorato, potrebbe stentare ad arrivare ed essere poco riposante, con la conseguenza di crearci sbalzi d’umore dovuti a semplice stanchezza fisica.

Come affrontare al meglio ogni settimana del ciclo mestruale

il ciclo ormonale mensile femminile dura mediamente 28 giorni, cioè 4 settimane. In ciascuna settimana del ciclo ormonale avvengono cose diverse ed è importante sapere cosa succede all’interno del nostro corpo per poter gestire al meglio ogni giorno ed ogni settimana.

Gestire la prima settimana del ciclo

Consideriamo ipoteticamente i giorni del ciclo mestruale come la prima settimana cui fare riferimento, anche se come vedremo, il sanguinamento è proprio l’ultima parte del ciclo ormonale femminile.

Di fatto, però, se vogliamo gestire un calendario del nostro ciclo, al fine di gestire al meglio ogni settimana, l’inizio delle mestruazioni è la data certa cui dobbiamo fare riferimento.

Durante le mestruazioni, l’endometrio, cioè la superficie interna che ricopre le pareti dell’utero, viene espulsa e l’utero viene così ripulito, per far posto, alla ovulazione successiva ad un nuovo ovulo.

Durante i giorni delle mestruazioni, può capitare di soffrire di alcuni disturbi, che variano moltissimo sia da donna a donna, sia da ciclo a ciclo.

Ricordiamoci sempre che, anche se un certo grado di dolore addominale è molto comune, non è però un fenomeno da sottovalutare in quanto potrebbe essere il segnale di una endometriosi, ovvero di ina infezione delle pareti interne dell’utero.

L’ideale per continuare a svolgere tutte le normali attività, senza vincoli di alcun genere, è l’utilizzo di prodotti interni per il ciclo mestruale, che ci lasciano una grande libertà di movimento come ad esempio la coppetta mestruale, un ideale dispositivo interno in silicone medico chirurgico che non ha nessuna delle controindicazioni dei tamponi interni e che, oltretutto, non è un prodotto usa e getta.

Se ancora non la utilizziamo, possiamo scegliere una confezione mix come queste coppettamestruale.net/coppette/mix-coppette-mestruali/, che offrono la possibilità di provare sia la versione soft sia la versione ad anello rigido.

Possiamo utilizzare una app per cellulare e memorizzare la data delle nostre mestruazioni per avere una previsione delle mestruazioni successive e verificare così la regolarità del nostro ciclo.

Gestire la settimana che precede il ciclo

Molte donne vanno soggette a disturbi nella settimana che precede il ciclo mestruale. in questi giorni, l’ovulo non fecondato sta decadendo, abbiamo un abbassamento del livello di progesterone che provoca il decadimento della superficie dell’endometrio, che verrà poi espulsa tramite le mestruazioni.

L‘abbassamento del livello del progesterone può causare irritabilità, stanchezza, insonnia e molti altri sintomi che vengono tipicamente descritti come Sindrome premestruale.

Ma attenzione: la sindrome premestruale non è affatto una malattia e non inficia affatto le nostre capacità di ragionare, pensare, lavorare, vivere tranquillamente la nostra vita.

Anzi: molti dei sintomi si annullano proprio continuando a svolgere le nostre attività e, se a causa dell’insonnia o dei dolori addominali pre mestruali siamo meno tolleranti nei confronti di chi ci infastidisce, prendiamone atto e non esitiamo, se è il caso, a scusarci.

Senza mi, però, cadere nella tentazione di dare la colpa di un nostro atteggiamento negativo alla sindrome premestruale: è provato, infatti, che nei giorni che precedono le mestruazioni non abbiamo alcun calo vero e proprio delle nostre capacità.

Se siamo meno tolleranti nei confronti di qualcosa, prendiamone atto perché, spesso, quello che ci infastidisce durante la sindrome premestruale è qualcosa che, negli altri giorni, semplicemente cerchiamo di fingere che non ci infastidisca o cerchiamo di sopportare.

Gestire le settimane successive al ciclo

Le due settimane che seguono la fine del ciclo mestruale, sono importanti specie ai fini di avere un bambino. Ci sono anche app per cellulare che ci segnalano quali sono i giorni più fertili, teniamo conto che normalmente l’ovulazione avviene qualche giorno dopo la fine completa delle mestruazioni.

L’ovulo dovrà raggiungere l’utero ed insediarsi nelle pareti dell’endometrio, che si sono preparate ad accoglierlo.

L’ovulo rimane fertile qualche giorno, poi se non viene fecondato, il calo di progesterone farà si che venga espulso per far posto al successivo ovulo.

Una cosa da considerare è che le ovulazioni avvengono in modo alternato fra le due ovaie. Alcune donne sentono qualcosa al  momento della ovulazione, ma di fatto occorre verificare tramite un calendario e magari verificare la temperatura basale per stabilire quali sono i giorni più adatti.

Il controllo della temperatura basale è stato utilizzato anche come metodo di contraccezione naturale, ma ricordiamo che non è funzionante perché la temperatura basale non varia in tutti i giorni fertili, ma solo in quelli “maggiormente” fertili.

Le migliori app per smartphone per tenere traccia del proprio ciclo mestruale

Per tenere traccia del proprio ciclo mestruale non c’è solo l’agendina od il calendario: oggi possiamo scegliere anche di utilizzare il nostro cellulare. Vediamo quali sono le migliori app per smartphone per tenere traccia del proprio ciclo mestruale.

CLUE

Disponibile sia per Android che per iPhone, questa app è utilissima anche per le più giovani perché nelle diverse schermate compare la bibliografia relativa alle diverse informazioni, che può tornare molto utile specie a chi non ha ancora una conoscenza approfondita del proprio corpo.

Dalla schermata principale si vedono i giorni dell’ultima mestruazione, i giorni fertili, i giorni della sindrome premestruale.

Utilissime le tante informazioni fornite sui diversi argomenti, che possono aiutare anche le pià adulte a scoprire qualche piccola accortezza per diminuire i dolori mestruali.

È possibile personalizzare ogni giorno del ciclo, aggiungendo commenti e disturbi, impostare test di prevenzione, inserire un promemoria per i contraccettivi.

I dati salvati li possiamo poi scaricare su GoogleDrive o su Dropbox.

Ovia Fertility

Come dice il nome stesso della applicazione, con Ovia Fertility è un programma dedicato principalmente a chi desidera seguire il suo ciclo mestruale alla scoperta dei giorni più fertili, finalizzati ad una gravidanza.

È una app americana gratuita, che successivamente si può connettere alla app Olivia Pregnancy per monitorare  passo passo la tua gravidanza.

Inizialmente, oltre ai dati legati alla durata del ciclo mestruale ed altre annotazioni legate ad eventuali disturbi, vengono chieste anche alcune informazioni che si possono saltare perché non inerenti al nostro ciclo mestruale. si apre un account, e tutti i nostri dati verranno automaticamente salvati e li potremo recuperare in ogni momento.

Importante infatti di questa app è una ampia sezione Storico, che permette nel tempo di monitore il nostro ciclo.

Gli articoli di approfondimento disponibili sono moltissimi ed ovviamente si può memorizzare davvero di tutto, inclusi i rapporti sessuali, cosa da non dimenticarsi se lo scopo è quello di avere un bambino e monitorare poi anche le diverse fasi della gravidanza.

Period Tracker Deluxe

Disponibile anche in versione Lite, Period Tracker permette una vastissima gamma di annotazioni tramite una collezione di emoticons davvero notevole.

Si può memorizzare di tutto, molto velocemente: basta un semplice click per annotare gonfiore, dolore addominale, ed altri sintomi legati sia alla Sindrome Premestruale, sia al ciclo mestruale vero e proprio.

La trovo davvero utilissima, specie se stiamo cercando di controllare i nostri sintomi, sia avendo unna gestione migliore dei giorni più problematici, sia verificando che eventuali cure, mediche o naturali che siano, svolgano un effetto davvero benefico.

Non basta un solo ciclo per capirlo, ma certamente inserendo i sintomi e creandoci una nostra scala di gravitò dei sintomi stessi, saremo in grado di capire molto velocemente quale rimedio  funziona per noi e quale rimedio invece non funziona affatto e funziona al di sotto delle nostre aspettative.

I giorni fertili sono segnalati e la versione Lite è del tutto funzionante senza alcuna limitazione.

La versione Deluxe ha, alla resa dei conti, solo la possibilità di modificare l’interfaccia selezionandola fra un gruppo maggiore di opzioni, ma non viene aggiunta nessuna funzionalità pratica, quindi le troviamo tutte anche nella versione Lite.

Il mio calendario mestruale

Questa è una delle app più utilizzate, ed anche se personalmente trovo davvero sgradevoli banner pubblicitari, di fatto questi non vanno ad influire sulla funzionalità della app.

Si possono inserire i nostri personali sintomi, possiamo tenere traccia del peso, dell’umore e di molte altre cose.

Chiaramente sono indicati i giorni fertili a cui possiamo essere interessate nel caso desiderassimo avere un bambino.

 

Le app per mestruazioni sono tante, possiamo scegliere quella che più ci piace e quella che risponde alle nostre esigenze, ad esempio se ci serve solo tenere traccia del giorno di inizio delle mestruazioni o se vogliamo tenere traccia anche dei diversi sintomi collegati.

Per tutte le app, a meno che non inseriamo manualmente i dati legati a molte mestruazioni, la previsione si basa più sulla indicazione che abbiamo dato noi del ciclo che su un conteggio interno, quindi cerchiamo di inserire il numero di giorni della durata del nostro ciclo, per avere una previsione  affidabile della data di inizio delle mestruazioni successive.

Ovviamente questa previsione potrebbe essere non del tutto esatta in caso di cicli molto irregolari., in questo caso, se vediamo che c’è una forte discrepanza fra la data prevista e l’effettivo inizio delle mestruazioni, sarà bene consultare il nostro ginecologo.

Prima mestruazione: come parlare a tua figlia di questo evento

Un evento importante nella vita di nostra figlia, che segna una demarcazione netta fra la bambina e la futura donna. Ma come parlare a tua figlia delle prime mestruazioni?

I figli capiscono molto più di quel che crediamo

Dal momento che non viviamo più in tempi in cui tutto ciò che era legato all’essere donna veniva accuratamente nascosto, ricordiamoci sempre che i nostri figli capiscono molto di più di quel che potremmo pensare.

In una casa normale, in cui il bagno è condiviso fra noi e nostra figlia, non sfuggiranno certo i pacchi di assorbenti o, ancora meglio, i contenitori per la nostra coppetta mestruale come questi https://coppettamestruale.net/coppette/contenitori-coppette-mestruali/.

Se abbiamo inoltre un ciclo che ci procura dolore addominale, anche se sarà nostra cura sminuire il dolore davanti a nostra figlia per non spaventarla, nei lunghi anni della infanzia e della preadolescenza, durante i nostri 13 cicli annuali, nostra figlia avrà modo di vedere e di capire che ci sono giorni particolari diversi dal solito.

Anche quando ancora non è in grado di capire cosa significa, possiamo tranquillamente dire che abbiamo le mestruazioni, magari chiedendole di portarci la nostra agendina per segnare il primo giorno del ciclo mestruale.

In questo modo, con il passare del tempo, nostra figlia capirà che le mestruazioni sono una cosa normale e che è una buona regola tenere traccia dei giorni mestruali sulla propria agenda.

Quando si  avvicinerà l’inizio delle mestruazioni, o semplicemente quando nostra figlie ce lo chiederà, potremo tranquillamente rispondere che ogni donna, anche lei quando diventerà grande, ha le mestruazioni e che queste mestruazioni sono il segnale che una donna può avere dei bambini.

Evitiamo le lezioni troppo teoriche

Non serve spiegare anzitempo a nostra figlia quale sia il ciclo ormonale femminile, quale sia il ciclo riproduttivo. Soprattutto non serve parlarne in modo troppo teorico.

Teniamo presente che, sino alla età prepuberale, nostra figlia non capirà alcuna delle motivazioni legate alla vita sessuale, mentre può capire benissimo esempi tratti dalla natura. Assecondiamola quando ci pone domande, anche se ci sembrano strane, e cerchiamo di utilizzare concetti che possa comprendere.

Inutile spaventarla, così come è inutile far finta di nulla e non parlarne affatto, delegando il tutto alla educazione che avrà a scuola.

Le prime mestruazioni sono un momento importante per la vita di nostra figlia, e spesso arrivano con un largo anticipo su quelli che sono i tempi di maturazione psicologica.

Non colleghiamo quindi strettamente le mestruazioni al fatto di avere bambini, ma solo alla possibilità.

Quando, da piccoli, i bambini perdono i denti da latte e spuntano i nuovi denti definitivi il  processo di cambiamento è lungo, mentre le mestruazioni, se non facciamo attenzione a notare anche i cambiamenti fisici nel corpo di nostra figlia, potrebbero arrivare all’improvviso.

Rendiamo quindi nostra figlia partecipe delle nostre mestruazioni, spiegandole che, mano a mano che diventerà grande si avvicinerà anche per lei il momento di avere il suo personale ciclo.

Ricordiamo che il nostro imbarazzo non potrà fare altro che creare imbarazzo in nostra figlia, facendole già prima del tempo sembrare le sue prime mestruazioni come un evento da temere e da guardare con paura.

Se noi viviamo tranquillamente il rapporto con il nostro corpo, incluso il nostro ciclo ormonale e le nostre mestruazioni, nostra figlia imparerà molto di più da come ci comportiamo che da qualunque lezione teorica che potremmo pensare di farle, cercando di rendere il tutto asettico ed impersonale. Come se non riguardasse né noi, né lei.

Chiariamole i punti oscuri, parliamo con serenità anche dei cambiamenti del suo corpo che precedono l’arrivo delle sue prime mestruazioni, e soprattutto mostriamole che le mestruazioni sono una cosa assolutamente normale, anzi: le sua prima mestruazione segna una tappa importante nella sua futura vita di donna.

Esercizio fisico durante le mestruazioni, pro e contro

Ciascuna di noi ha un diverso rapporto con il suo ciclo mestruale, ciascuna di noi ha eventuali suoi personali problemi legati al ciclo, dal dolore alla stanchezza fisica. Fare esercizio fisico durante le mestruazioni porta più vantaggi o più svantaggi?

A ciascuna il suo ciclo

Iniziamo con il dire che non tutte siamo uguali. Molte di noi soffrono di dolori fisici anche abbastanza forti da rendere spesso impossibile anche solo l’idea di fare esercizio fisico.

Iniziamo subito con il dire che se un certo dolore è comune a tutte, un dolore forte è sempre un segnale di allarme,

in caso di dolori molto forti durante il ciclo mestruale è sempre bene consultare il proprio ginecologo, per scongiurare rischi di endometriosi o di problemi di altro genere.

Se tutto è normale, ma il dolore resta forte, una sana dose di esercizio fisico non solo non è sconsigliata, ma è anche di grande aiuto.

Come per tutte le attività fisiche, non dobbiamo improvvisare e dobbiamo effettuare quelle attività che sono compatibili con il nostro stato fisico, indipendentemente dalle mestruazioni.

Nei giorni del ciclo mestruale, nulla ci impedisce, se ne abbiamo voglia, di effettuare una qualunque attività fisica che svolgiamo normalmente anche durante il periodo di non mestruazioni.

Tutte le attività fisiche sono possibili, incluso il nuoto ed altri sport che si svolgono in acqua.

Ovviamente, in questo caso, dovremo usare o un tampone interno, con tutti i problemi che comporta, o potremmo utilizzare la nostra coppetta mestruale.

Ce ne sono di diverso tipo e, per alcuni tipi di attività fisica, potrebbe essere utile disporre di una coppetta soft anche se utilizziamo normalmente una coppetta rigida. Comode quindi le confezioni mix come questa coppettamestruale.net/coppette/mix-coppette-mestruali/.

Molti pro, alla ricerca del contro

Riguardo all’esercizio fisico durante il periodo mestruale, ci sono moltissimi pro.

Innanzitutto un grande Pro di tipo culturale: non dobbiamo abituarci a pensare a noi stesse ed alle nostre mestruazioni come una sorta di malattia, men che meno di una malattia vergognosa.

Continuare a svolgere normalmente le nostre solite attività è da considerarsi normale, e se tra queste attività ci sono anche attività di tipo sportivo, nulla ci vieta di svolgerle.

Teniamo presente che fino a non molti anni fa nel nostro paese, ed in molti paesi del mondo ancora oggi, alle donne spettavano incombenze che erano tutt’altro che leggere.

Pensate solo al lavaggio dei panni e delle lenzuola, che veniva fatto a mano e che di certo non si poteva evitare solo perché erano iniziate le mestruazioni.

Siamo abituate oggi ai pavimenti lucidi, ad aspirapolveri ed altri utensili che rendono i lavori di casa veloci e poco faticosi: se davvero l’esercizio fisico facesse male, le donne che in altri tempi lavavano i pavimenti  a mano, inginocchiate a terra, come avrebbero potuto svolgere i loro, pesanti, compiti?

Queste incombenze non solo erano faticose, ma erano anche non salutari: attività fisiche pesanti e prolungate, ma non attività di tipo sportivo, volte a equilibrare in modo armonico il nostro corpo.

Se le nostre antenate potevano svolgere attività fisiche pesanti e poco salutare anche nei giorni delle mestruazioni, certamente noi possiamo oggi con tutta tranquillità svolgere le nostre normalissime attività come facciamo tutti i giorni.

Mestruazioni, miti e tabù culturali nel mondo

Sono purtroppo molti anche oggi i tabù culturali legati alle mestruazioni. Se credevamo di essercene liberate, bhè, siamo in errore.

Miti antichi e miti moderni

Direttamente mutuata dal passato, la percezione che gran parte dell’universo femminile ha del ciclo mestruale si è spostata sulla sindrome premestruale.

Se fino a 100 anni fa, che se ci pensiamo sono veramente pochissimi, si pensava diffusamente che una donna con le mestruazioni potesse “trasformare il vino in aceto” oppure che una donna con le mestruazioni non potesse impastare il pane perché ne avrebbe danneggiata la lievitazione, oggi si pensa che una donna “in quei giorni”, sia stressata, vergognosa di sé, poco in grado persino di lavorare.

Un tabù moderno che viene trasmesso a noi, ed alle nostre figlie, anche dalle pubblicità dei prodotti dedicati a “quei giorni”, che non a caso non vengono mai chiamati “mestruazioni”.

Questi tabù hanno origini profondamente radicate in moltissime culture.

Il ciclo ormonale femminile, legato al ciclo lunare, ha sempre avuto attorno a sé un’aura di mistero poiché era evidente la connessione strettissima fra ciclo mestruale e fertilità.

In molte culture, prettamente culture di stampo patriarcale, ed in tutte le religioni monoteiste, il corpo della donna durante le mestruazioni era considerato impuro, e molto spesso, gran parte di questa percezione errata della nostra femminile fertilità, ci accompagna in modo anche abbastanza subdolo.

Quante di voi acquistano tranquillamente, mettendoli in bella mostra, gli assorbenti dedicati ai primi cicli della figlia? Poche, pochissime, praticamente nessuna.

Siamo noi, oltre ad essere vittime di tabù che sono oramai senza significato, le prime ad insegnare alle nostre figlie che “in quei giorni”, occorre fare di tutto per nascondersi.

Anche gli assorbenti interni, ad esempio, sebbene pensati per la praticità e per la possibilità di indossare quel che si vuole, sono spesso considerati un modo per nascondere il nostro ciclo mestruale e non sono poche le donne che guardano al proprio corpo con una sorta di disgusto.

La coppetta mestruale: un aiuto per andare oltre i tabù

Occorre riappropriarsi del proprio corpo, ed abbandonare i miti sulle mestruazioni, senza aggiungerne altri di inventati ad hoc.

Ricordiamo che la sindrome premestruale è una normale fase del nostro ciclo ormonale, ma ricordiamo anche che dolori troppo forti ci devono portare non a nasconderci in casa, ma a parlare con un medico.

I tabù sulle mestruazioni, in tutte le culture ma principalmente nelle religioni monoteiste, fondamentalmente patriarcali, sono con grande probabilità legati al fatto, puro e semplice, che una donna con le mestruazioni non è una donna gravida, né è una donna pronta a rimanere gravida.

Sebbene esista qualche vaga possibilità che questo accada, infatti, è quasi impossibile che avendo un rapporto sessuale completo durante le mestruazioni si possa rimanere gravide.

Questo, in una cultura, anzi in molte culture, in cui la donna è sinonimo di fertilità e di riproduzione della specie, fa si che i giorni di mestruo vengano visti come qualcosa di negativo.

Spesso siamo le prime a vergognarci del nostro sangue mestruale e anche se un rapporto sessuale soddisfacente potrebbe alleviare i dolori addominali, siamo le prime a rifiutarci.

Per riprendere contatto non solo con il proprio corpo esteriore, ma anche con la nostra femminilità., è utile, 13 volte l’anno, passare qualche giorno toccando con mano, magari usando una coppetta mestruale soft come queste https://coppettamestruale.net/coppette/coppette-mestruali-soft/, che ci permetterà di verificare che non c’è nulla di sporco né tanto meno di vergognoso nel nostro sangue mestruale: non è altro che la prova della nostra fertilità.

I cibi che alleviano la sindrome premestruale

Per ciascuna di noi, i disturbi dovuti alla sindrome premestruale sono diversi, ma spesso possiamo aiutarci controllando la nostra alimentazione nei giorni precedenti il ciclo. Vediamo perché.

Cosa succede nel nostro corpo nei giorni precedenti il ciclo

Nei giorni che precedono le mestruazioni, è facile andare soggette alla cosiddetta Sindrome premestruale. Un brusco calo del progesterone, infatti, fa in modo che l’endometrio, ovvero il rivestimento interno dell0utero che accoglieva l’ovulo, si distacchi dalle pareti uterine e venga espulso.

Non è raro trovare, infatti, anche piccole parti tessutali nel nostro sangue mestruale.

Questo processo ha due importanti conseguenze.

La prima è che la zona addominale viene maggiormente irrorata di sangue, per permettere una migliore guarigione ed una veloce ricostruzione dell’endometrio, ovvero la parte interna all’utero che è predisposta ad accogliere un nuovo ovulo.

L’endometrio, con il passare degli anni, si assottiglia sempre di più, ma durante la nostra età fertile, le parti eliminate vengono prontamente ricostituite.

Il processo richiede non solo un apporto alimentare più equilibrato e più sano del normale, poiché la maggiore ossigenazione richiesta dall’utero fa si che i processi intestinali ed i processi digestivi vengano disturbati, ma anche una apporto alimentare di tipo diverso.

Proprio la perdita di sangue, infatti, fa si che mensilmente il contenuto di ferro del nostro corpo registri una brusca diminuzione.

I cibi da preferire e quelli da evitare

Anche se ovviamente non possiamo, con la sola alimentazione, eliminare completamente i sintomi della sindrome premestruale, possiamo comunque aiutare il nostro corpo scegliendo cibi che alleviano il problema.

È bene consumare cibi facilmente digeribili: verdura, frutta, condimenti con olio crudo.

È meglio invece evitare i cibi che richiedono uno sforzo superiore al nostro apparato digestivo, come i cibi fritti, le salse molto unte.

Sarebbe anche bene evitare gli alcolici. L’alcool, infatti, essendo un vasodilatatore, potrebbe far si che la perdita di sangue sia superiore alla norma.

Ricordiamo che il processo di distacco dell’endometrio non avviene in concomitanza con il ciclo mestruale, ma avviene subito prima, proprio in concomitanza dei sintomi della sindrome premestruale.

Il sangue ed i tessuti distaccati verranno poi successivamente espulsi, ma intanto abbiamo già un grande e faticoso, per il nostro corpo, processo in atto e uno dei modi migliori per aiutare questo processo è proprio quello di non affaticare gli altri organi, in primis quelli della regione addominale.

Ecco quindi perché una dieta leggera ed equilibrata, senza dimenticare che dobbiamo assumere ferro tramite gli alimenti, ci aiuta a gestire meglio i sintomi della sindrome premestruale.

Tra i cibi che alleviano la sindrome premestruale, troviamo spinaci ed asparagi, ad che sono ricchi di ferro e sono molto facilmente digeribili. Da consumarsi preferibilmente cotti a vapore, con un filo di olio, sono non solo un alimento che aiuta, ma anche un contorno davvero buonissimo.

Se non siamo vegetariane, i giorni che precedono il ciclo potrebbero essere i nostri giorni mensili dedicati al consumo di carne, meglio se carne leggera come la carne di maiale o, per chi la gradisce, quella di cavallo, ricchissima di ferro.

Per chi non ama la carne, è il momento di scegliere le lenticchie fra i diversi legumi:  il loro alto contenuto in ferro, rapidamente disponibile, ci aiuterà ad alleviare i sintomi della sindrome premestruale.

Da preferire le lenticchie semplicemente lessate e condite con un poco di olio crudo, senza farle saltare in padella. Possiamo aromatizzarle come preferiamo, ad esempio con un poco di rosmarino, che consumato fresco mescolato ai cibi aiuta a risollevare anche il nostro umore, che tende ad essere molto basso nei giorni che precedono il ciclo, per le sue proprietà antidepressive.

Meglio evitare, però, di saltare in padella con il burro: nei giorni che precedono il ciclo, usiamo un buon olio di oliva, meglio se un vero extravergine, che ci porta in regalo anche un contenuto in vitamine molto alto.

È bene evitare un abuso di caffeina, specie se tra i nostri personali sintomi legati al ciclo c’è una difficoltà a prendere sonno, mentre dobbiamo ricordarci che il nostro copro sta espellendo molto liquidi e quindi è buona regola bere molto.

Tra le bevande da favorire, ci sono certamente le tisane che aiutano a rilassarci, per la sera, e quelle che aiutano a sfiammare le varie parti del corpo.

Sincronia del ciclo mestruale, esiste davvero?

La sincronia del ciclo mestruale esiste davvero o è una leggenda come tante altre? Scopriamo di cosa si tratta.

Sincronia del ciclo mestruale: l’effetto McClintock

La (presunta) sincronia del ciclo mestruale prende il nome dalla psicologa che eseguì uno studio all’interno di un gruppo di ragazze che vivevano a stretto contatto.

Dopo qualche mese, fu notato un ravvicinamento nelle date di inizio del ciclo mestruale tra le ragazze che vivevano più a stretto contatto fra di loro. A questo ravvicinamento delle date di inizio mestruo, venne appunto dato il nome di effetto McClintock.

Occorre però osservare che questo ravvicinamento non avvenne in tutte le ragazze e fu, di fatto, un semplice ravvicinamento e non già una sincronia.

Il ciclo mestruale femminile, legato agli ormoni che vengono stimolati da diversi organi del corpo, incluso il sistema nervoso centrale, può certamente avere delle oscillazioni anche nella stessa persona, oscillazioni di certo più frequenti nelle ragazze giovani, ma non esiste alcuna prova medica a sostegno di un agente ferormonico che vada ad incidere su questo ciclo.

I risultati furono considerati probabilmente da un punto di vista assolutamente non fisiologico, e resta comunque uno studio indicativo, condotto su un campione abbastanza ristretto di donne e quindi anche statisticamente poco significativo.

D’altro canto, proprio per il ridotto numero dei soggetti (135), se esistesse realmente una sincronia del ciclo mestruale, non ci sarebbero state semplicemente “alcune variazioni” nella data di comparsa delle mestruazioni di alcune ragazze. Ragazze che, ricordiamo, oltretutto non sono donne mature ed hanno quindi maggiori probabilità di avere delle oscillazioni del loro ciclo ormonale mensile, proprio per via della giovane età e della non completa maturazione.

Sincronia ormonale nelle femmine di mammifero?

In natura esistono certamente casi di sincronia fra le femmine di  mammifero.  Il caso certamente più conosciuto è quello dei nostri animali domestici, che tendono ad andare in calore nello stesso periodo.

Sia i cani che i gatti, però, non hanno un ciclo mestruale mensile come il nostro, ma hanno semplicemente alcuni periodi dell’anno in cui diventano fertili.

Per i gatti, questo è spiegabile con l’andamento del ritmo delle stagioni, tanto che le gatte che vivono sempre e solo in casa possono avere grandi variazioni del loro calore.

Non esiste quindi per i gatti, animali che tendono a non fare branco se lasciati liberi in natura, una sincronia che lega i calori dei diversi soggetti. Esistono invece due periodi dell’anno in cui, se una gatta resta gravida, sono molto maggiori, per ragioni di temperatura  e di disponibilità del cibo, le probabilità di sopravvivenza dei cuccioli nati da una eventuale gravidanza.

Nei cani, invece, il fenomeno è profondamente diverso. Una cagna in calore emette ferormoni che vanno ad attivare il calore anche nelle altre cagne. Questo si spiega poiché i cani, discendono, e intrinsecamente restano, animali da branco. Nei branchi allo stato libero, solo un maschio ed una femmina si possono accoppiare, ma la responsabilità della gestione della cucciolata viene spartita fra i diversi soggetti del branco.

La sincronia, ed una eventuale produzione di latte anche da parte delle cagne che non sono rimaste gravide, è finalizzata alla sopravvivenza dei cuccioli, poiché le altre femmine del branco potrebbe essere in grado di allattare i cuccioli in caso di morte della madre.

Nelle donne, invece, il ciclo mestruale non viene influenzato da fattori ambientali od alimentari, né da una presenza nell’aria di ormoni che vadano a variare il ciclo personale di ciascuna donna.

Le oscillazioni del ciclo mestruale possono dipendere da molti fattori, ma non esiste nelle donne il fenomeno della sincronia del ciclo mestruale, anche se la periodicità del ciclo fa si che donne che hanno le mestruazioni nello stesso periodo, con una lunghezza di ciclo simile e regolare, continueranno molto probabilmente per molto tempo ad  avere le mestruazioni nello stesso periodo.

Alleviare i dolori mestruali: consigli e rimedi naturali

Esistono alcuni rimedi naturali per alleviare i dolori mestruali, alcuni davvero utili, altri che rischiano di essere pericolosi. Vediamo cosa fare e cosa non fare.

Dolori mestruali: quando consultare il medico

Posto che esistono alcuni rimedi naturali che possiamo utilizzare per alleviare i dolori mestruali, non dobbiamo mai dimenticare che, in caso i dolori fossero eccessivi, dobbiamo sempre consultare il nostro ginecologo di fiducia, poiché i dolori potrebbero essere sintomo di una endometriosi o di qualche altro problema medico.

Anche in caso di dolori mestruali significativamente diversi dai nostri normali dolori mestruali, è bene ricorrere alla consulenza di uno specialista: un problema, infatti, potrebbe presentarsi proprio sotto forma di dolore inusuale.

Anche se esistono rimedi naturali per alleviare i dolori mestruali, non scordiamo quindi mai che il dolore non è solo una fonte di disagio, ma è anche un segnale ben preciso che il nostro corpo ci invia per segnalarci che potrebbero esserci dei problemi.

Detto questo, vediamo quali sono i

Rimedi naturali contro i dolori mestruali

Tra i principali rimedi naturali, utili a alleviare i dolori mestruali, possiamo inserire prima di tutto tutte le tisane che tendono ad aiutare il rilassamento mentale e muscolare.

La bevanda senza dubbio più conosciuta è la semplicissima Camomilla, che va bevuta la sera, aromatizzata con una foglia di Alloro lasciata in infusione insieme ai fiori per qualche minuto. L’alloro, oltre a profumare la bevanda, ci offrirà anche la sua azione analgesica. La combinazione del rilassamento muscolare e della azione analgesica, aiuterà la muscolatura dell’addome, ma non solo dell’addome, a far fronte al processo infiammatorio temporaneo.

Alleviando la tensione muscolare e permettendo una maggiore ossigenazione della muscolatura, il dolore sarò velocemente alleviato e l’effetto calmante della camomilla favorirà il nostro sonno che a volte, durante il ciclo mestruale, può crearci qualche problema.

Anche un infuso di Calendula è di aiuto per alleviare i dolori mestruali. La calendula ha infatti un grande potere antiinfiammatorio, e risulta davvero utile specialmente se bevuta al mattino, quando davanti a noi si estende una intera giornata ed il rilassamento muscolare recatoci dal sonno ci lascia. L’irrigidimento del tono muscolare, non fa altro che aumentare la pressione nelle zone doloranti e quindi un antiinfiammatorio naturale è certamente adeguato per cominciare al meglio la nostra giornata durante i giorni del ciclo mestruale.

Un altro aiuto naturale contro i dolori mestruali è quello fornito dalla Achillea Millefoglie. Un infuso di achillea, infatti, oltre ad avere diverse altre proprietà, aiuta anche in caso di spasmi muscolari. Non scordiamo che la fuoriuscita del sangue mestruale infiamma ed addolora tutte le fasce muscolari del basso ventre, spesso della schiena, a volte anche della parte superiore delle gambe.

Tra i rimedi naturali che non sono acquistabili da nessuna parte, spicca anche una corretta gestione della propria giornata: è importante infatti non solo alleviare i dolori mestruali, ma anche evitare sovraccarichi che potrebbero aggravarli. Evitiamo grossi sforzi fisici, specie se non siamo abituate… e se dobbiamo lavare i vetri, rimandiamo semplicemente alla settimana successiva.

Cerchiamo di portare poco peso: le fasce muscolari addolorate del basso ventre, ci impediscono di camminare in modo adeguato a sostenere pesi, specie se squilibrati, poiché il nostro corpo cerca automaticamente una posizione che sia la meno dolorosa possibile, rischiando così di creare una infiammazione in una parte diversa del corpo.

È certamente di aiuto una mutanda elastica, che comprima leggermente l’addome ma senza stringere in vita.

Prima di dormire, o nei momenti di dolore più intenso, possiamo stenderci sul letto o sul divano e massaggiare con delicatezza l’addome in modo circolare, per migliorare l’ossigenazione delle zone doloranti ed alleviare il dolore.

Da evitare assolutamente sono gli impacchi caldi o le borse dell’acqua calda: anche se la nostra percezione potrebbe essere quella di un aiuto all’avvio delle mestruazioni, queste in realtà possono causare serissimi problemi di emorragia.

Ciclo mestruale e sonno: cosa cambia in questi giorni

Cambia davvero qualcosa nel sonno durante i giorni del ciclo? E se cambia, quali sono i motivi?

Ciclo mestruale e ciclo ormonale

Il ciclo mestruale è in realtà una parte relativamente piccola di quello che è il normale e periodico ciclo ormonale femminile.

Questa variazione ormonale ciclica è controllata da numerosi organi che lavorano di concerto tra di loro: il sistema nervoso centrale, l’ipotalamo, l’ipofisi e ovviamente le ovaie, o meglio un ovaio per volta.

Si può dividere il ciclo mensile femminile in due parti, una prettamente legata alle ovaie, l’altra intrauterina.

Nella prima parte, la fase follicolare, vengono secreti ormoni che preparano uno dei follicoli a diventare un ovulo.

Raggiunta una certa dimensione dell’ovulo, altri ormoni faranno in modo che l’ovulo principale venga estromesso dalle tube di Faloppio.

In questa fase, inizia un innalzamento anche del progesterone, un ormone che serve a creare un ambiente predisposto alla fecondazione all’interno dell’utero.

L’aumento di progesterone dura all’incirca due settimane e, se l’ovulo non è stato fecondato, subisce un brusco calo per permettere all’endometrio di decadere e al corpo di preparare la successiva ovulazione.

Assieme al sangue mestruale, vengono quindi espulsi spesso in modo visibile anche elementi di tipo tissutale, che non sono altro che il rivestimento interno dell’utero che era stato predisposto per una eventuale gravidanza.

Dopo qualche giorno, un nuovo picco ormonale porta alla creazione di un altro ovulo, e terminano le mestruazioni.

Anche se siamo abituate a pensare alle mestruazioni come punta massima del ciclo mensile femminile, non dobbiamo dimenticare che ogni tutta, per tutta la durata della sua vita fertile, avrà un ciclo ormonale ripetuto del quale le mestruazioni non sono che una evidenza, spesso fastidiosa o dolorosa, di un meccanismo molto complesso che avviene all0interno del nostro corpo.

Ciclo mestruale e sonno

Proprio perché il ciclo ormonale femminile è praticamente sempre attivo, non necessariamente saranno proprio i giorni del ciclo mestruale quelli che possono causare disturbi del sonno.

In ogni caso, tali disturbi variano non solo da donna a donna, ma spesso variano anche per la stessa donna, da ciclo a ciclo.

Non sembra esserci, insomma, un collegamento diretto fra insonnia e ciclo mestruale, se non per ragioni di ordine secondario.

La prime di queste ragioni è certamente costituita dal dolore mestruale, che spesso è abbastanza forte da rendere faticoso il sonno, anche se occorre sempre ricordare che, in caso di mestruazioni molto dolorose, è sempre bene rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia per verificare che non esistano processi infiammatori in atto.

La seconda ragione deriva dalla generica infiammazione dell’addome, che può rendere difficoltoso e a volte spesso disagevole, addormentarsi nella propria posizione preferita causando così una difficoltà nel prendere sonno che anche se non si può definire propriamente insonnia, ci priva comunque di un risanamento che, specie nella fase mestruale, in cui si perde molto ferro, è più necessaria del solito.

Un legame di tipo diverso esiste invece tra sonno e sindrome premestruale, poiché il brusco calo di progesterone influisce sull’umore e questo può causare anche un affaticamento durante la ricerca del sonno.

Le singole condizioni sono però talmente diverse da donna a donna, che non si può dire che esista un legame, né che non esista: esiste infatti un certo numero di donne che, per diversi motivi, a volte anche diversi nel tempo, durante le mestruazioni provano una certa difficoltà a dormire.

In questi casi, sempre ovviamente dopo averne parlato con il proprio medico, può essere di grande aiuto approfittare di una parte libera della giornata, per dedicarsi al famoso riposino che, se non sostituisce un sonno completo, di certo aiuta a rilassare il corpo, che in questi giorni non dimentichiamoci, lavora moltissimo, aiuta a rilassare la mente, aiuta a sopportare un po’ meglio quelli che sono i dolori mestruali, frequenti in moltissime donne.

Sindrome premestruale, tutti i sintomi e cosa fare per ridurli

La sindrome premestruale colpisce la grande maggioranze di noi donne. Vediamo insieme quali sono i sintomi e cosa possiamo fare per ridurli.

Sindrome premestruale: da superstizione a problema medico

Ancora oggi capita di sentire legare alcuni comportamenti ed alcune reazioni femminili a quella che è definita Sindrome Premestruale.

In realtà, molto spesso, questo collegamento viene fatto solo esclusivamente in modo offensivo, lasciando intendere che una donna, durante il ciclo mestruale, non sia “pura”. Un modo di dire, insomma, mutuato da un antico medioevo, che ben poco ha a che fare con la sindrome premestruale, innanzitutto perché questa sindrome è appunto pre mestruale, ovvero precede le mestruazioni.

La sindrome premestruale è strettamente legata al ciclo ormonale che, passato qualche giorno in cui l’ovulo resta all’interno dell’utero in attesa di essere fecondato, subisce una variazione.

Se siamo in stato di gravidanza, verranno prodotti ormoni atti alla gestazione, se invece non lo siamo, vengono prodotti ormoni che causano il decadimento dell’endometrio, che viene successivamente espulso con le mestruazioni.

Il calo del progesterone favorisce alcuni sintomi comuni, che possono variare moltissimo sia da donna a donna, che durante il periodo fertile della stessa persona.

Molti infatti sono i collegamenti con lo stato psicologico del momento, con lo stile di vita, con la salute della singola donna.

Posto che occorre sempre fare riferimento al proprio medico per questioni legate alla salute, vediamo quali sono i sintomi comuni della sindrome premestruale e cosa fare per ridurli.

Sindrome premestruale: chi più chi meno, ma ci colpisce tutte

Sono molte le donne che hanno problemi legati alla sindrome premestruale, ma per affrontarli al meglio e per ridurne i sintomi, ovviamente sempre dopo aver ascoltato il parere del nostro ginecologo di fiducia, occorre tenere presente che, al di là della infiammazione dovuta al processo fisico che porterà alla fuoriuscita del sangue mestruale, abbiamo anche nel nostro corpo un calo abbastanza forte di progesterone.

Questo calo serve a far si che l’ovulo non fecondato venga espulso, per permettere al nuovo ovulo di entrare.

Legato strettamente alla fertilità, e quindi anche alla maternità, il nostro ciclo ormonale quindi ci spinge a trovare sgradevole, per molti versi, il calo di progesterone.

Dal momento che però siamo donne, dotate di mente e non solo di un ciclo ormonale, possiamo tranquillamente considerare i segnali della sindrome premestruale come qualcosa di naturale, che non inficia affatto la nostra vita.

Ovviamente, se oltre ad un leggero malessere, una minore resistenza alle seccature, sentiamo anche dolore, occorre subito fare riferimento al medico.

Altrimenti, il modo migliore per gestire al meglio tutti i sintomi della sindrome premestruale, è continuare la nostra vita come se niente fosse: i malesseri sono normalmente legati ad una caduta del tono morale ed umorale, data semplicemente dal nostro ciclo ormonale che ci prepara per una nuova ovulazione.

Il primo passo è quindi l’accettazione di questo dato di fatto. Se durante la sindrome premestruale alcune cose che normalmente tolleriamo a fatica, ci sembrano ancor di più intollerabili, prendiamone atto, ma senza agire impulsivamente. Utilizziamo anzi questo sto più sensibile come una sorta di campanello di allarme, che ci fa capire cosa gradiamo, cosa non gradiamo, cosa ci sentiamo in dovere di fingere di gradire.

Viviamo normalmente la nostra giornata, meglio se siamo occupate con qualcosa di interessante, che sia al lavoro, che sia a casa.

I sintomi specifici sono molto diversi e possono variare dal semplice mal di testa, ad una difficoltà di digestione.

Assecondiamo il nostro corpo: mangiamo cibi leggeri e non pesanti, non facciamo attività fisiche troppo pesanti.

In compenso, riempiamo la nostra agenda di impegni piacevoli e gradevoli: il progesterone cala, ma non è detto che debba farlo anche il nostro umore!

Come prepararsi al meglio al ciclo ogni mese

Per molte di noi la sindrome premestruale e le mestruazioni, sono spesso fonte non solo di fastidio, ma anche di forti dolori addominali. Vediamo alcuni semplici accorgimenti per prepararci al meglio al ciclo mestruale.

Prepararsi al ciclo mestruale significa anche organizzarsi

Una delle cose che solitamente ci si dimentica di dire, è che non sempre una buona preparazione al ciclo mestruale significa non soffrire di dolori addominali.

Se non vogliamo, a cadenza fissa, essere costrette ad assumere antidolorifici, che comunque vanno sempre utilizzati solo se necessario, con moderazione, e consultando il nostro medico, dobbiamo fare in modo di organizzarci per alleggerire il carico di lavoro che dobbiamo svolgere durante i giorni del ciclo, specie nei primi giorni.

Una buona regola è senza dubbio quella di segnare accuratamente la data di inizio delle mestruazioni sul calendario. Avremo in questo modo sia la possibilità di prepararci in anticipo, sia la possibilità di verificare che il nostro ciclo sia nella norma e, in caso di ampie variazioni, consultare il nostro medico od eseguire un test di gravidanza a seconda della situazione.

Una delle incombenze che sono spesso inevitabili è quella degli acquisti, alimentari e non alimentari. Facciamo in modo di essere ben fornite sia nel contenuto della dispensa che in prodotti vari per la casa, evitando in questo modo la necessità di una spesa pesante e di lunghe file alla cassa che, specialmente nei primi giorni, possono essere vera e propria fonte di inutile sofferenza aggiunta.

Se abbiamo delle scadenze da rispettare, ad esempio bollette delle utenze, in concomitanza con l’inizio del ciclo mestruale e non abbiamo la domiciliazione delle bollette, cerchiamo di pagare con qualche giorno di anticipo rispetto all’inizio delle mestruazioni, per evitare code in posta.

Cerchiamo insomma di alleggerire il peso fisico delle cose da fare durante i giorni di ciclo mestruale, e se riusciamo, organizziamoci in modo da poter avere qualche ora libera per poter tranquillamente riposare sino a che il primo dolore non si sia affievolito.

Quello che vale per le incombenze di casa, vale anche per quelle lavorative: se siamo in grado di organizzare con un poco di anticipo le nostre scadenze lavorative, cerchiamo di sbrigare un poco più di lavoro nei giorni prima del ciclo, per poter rispettare un ritmo meno pesante durante le mestruazioni.

Prepararsi al ciclo mestruale con l’alimentazione ed il movimento

Durante le mestruazioni, l’endometrio, ossia la parte che ricopre le pareti interne dell’utero e in cui si trova l’ovulo, decade e si stacca, fuoriuscendo dalla cervice.

Durante le mestruazioni quindi perdiamo sangue, liquidi, sali minerali. Una alimentazione sana, ricca di frutta e verdura, ci aiuta a supportare il nostro organismo che guarirà più facilmente da quello che è, a tutti gli effetti, un periodico trauma interno.

Scegliamo cibi leggeri, facilmente digeribili, che evitino di sovraccaricare il nostro organismo. Evitiamo quindi cibi fritti o cibi molto grassi e diamo la preferenza a frutta e verdura.

Frutta e verdura, inoltre, aiutano il corretto funzionamento dell’intestino che, proprio nei giorni del ciclo mestruale, può diventare spesso irritabile.

Sia la stipsi che una lieve dissenteria, infatti, sono molto comuni nei giorni del ciclo mestruale e questo perché le pareti addominali sono già infiammate per via delle mestruazioni.

Un disagio intestinale, non fa altro che aggiungere fastidio, infiammazione, dolore, alla nostra zona addominale che, a meno di non essere uno dei rari casi particolarmente fortunati, già è sufficientemente addolorato.

Per quanto riguarda il movimento, sono da preferire attività fisiche che non vadano ad influire troppo sull’addome. Una passeggiata con calma ed in perfetto relax può essere utilissima per stimolare la fuoriuscita del sangue che, ricordiamo, prima delle mestruazioni è già presente all’interno dell’utero poiché l’endometrio si è già distaccato.

Se nei giorni prima del ciclo proviamo molto dolore, evitiamo assolutamente di utilizzare borse di acqua calda sulla pancia per far partire le mestruazioni e parliamo di questo problema con il nostro medico. Impacchi caldi possono essere molto dannosi e possono, in alcuni casi, provocare gravi problemi di emorragia.

Può essere utile, invece, una mutanda elastica che tenga leggermente premuto l’addome e che, quando camminiamo o ci muoviamo, proprio per la leggera pressione svolge anche una azione blandamente massaggiante che tende a rilassare e decongestionare localmente, senza alcuna controindicazione.

Ciclo mestruale e lunare tra leggenda e realtà

Ciclo mestruale e ciclo lunare una leggenda o una realtà?

Il ciclo lunare

Il ciclo lunare ha una durata di 28 giorni. Legati al ciclo mestruale ci sono molteplici eventi che fanno parte integrante del sistema ecologico del nostro pianeta.

Il flusso delle maree è certamente quello che più diffusamente è conosciuto come un evento legato alle maree, e probabilmente per questo motivo sono stati associati, nel tempo, in tante culture diverse, il ciclo lunare, le maree alla donna ed alla fertilità. Ma questo lo vedremo più avanti.

Restando fermi agli aspetti del nostro ecosistema, esistono molti collegamenti fra alcune fasi della vita vegetale ed il ciclo lunare. Ogni amante dell’orto sa bene cosa deve seminare in luna crescente e cosa invece deve seminare in luna calante. Sebbene non siano del tutto noti gli eventi che provocano una diversa germinazione e maturazione dei semi a seconda del ciclo lunare, è però noto a tutti che per avere un orto davvero funzionante, occorre rispettare il calendario lunare.

Il calendario lunare si utilizza anche per scegliere i giorni di travaso delle piante, anche piante decorative e non solo piante mangerecce, ed ancora, il calendario lunare si utilizza per scegliere il momento più consono per potare alberi, siepi, piante in generale.

Un altro collegamento diretto fra ciclo lunare e vita vegetale, ce lo abbiamo quando decidiamo di riprodurre una qualsiasi pianta per talea: non solo il periodo dell’anno, ma anche lo stato della luna incide sul radicamento delle talee e quindi sulla riuscita dell’operazione.

È anche noto che, seppur non se ne conoscono con esattezza i motivi, i capelli tagliati in luna crescente hanno la tendenza ad allungarsi più velocemente. Può essere una prova davvero semplice da fare, anche divertente, e può fornici una utile indicazione su quando spuntare i capelli o quando tagliare se abbiamo un taglio corto.

L’influenza lunare, quindi, pervade anche se spesso a nostra insaputa, molta parte della vita del nostro pianeta. Ma anche l’associazione fra donna e luna, dovuta alla lunghezza simile del ciclo mestruale e lunare, ha un qualche fondamento?

Ciclo lunare e ciclo mestruale

Anche se chiaramente il ciclo mestruale non è sempre perfettamente regolare, per cui esistono donne che hanno mestruazioni più rarefatte ed altre più frequenti, il ciclo mestruale medio dura esattamente 28 giorni, ovvero tanto quanto un ciclo lunare.

Una variazione di pochissimi giorni da questa media è da considerarsi normale, ma quando la variazione è maggiore di qualche giorno, è sempre consigliabile effettuare una visita di controllo dal proprio ginecologo.

Il ciclo ormonale femminile ha quindi una durata, mediamente, pari a quella del ciclo lunare. Tipicamente parliamo di mestruazioni, termine che include in sé la parola mese dato che deriva dal latino mensis, tendiamo a pensare ad un evento mensile, ma ciascuna di noi sa bene che, anche se le proprie mestruazioni sono assolutamente regolari, ogni mestruazione successiva avviene in un giorno del mese di poco antecedente al ciclo precedente.

Questo appunto perché l’intero ciclo periodico ormonale femminile ha una durata media pari a quella del ciclo lunare, ossia 28 giorni.

D’altro canto, chiunque di noi abbia avuto un figlio, sa anche che la gravidanza non si misura realmente in mesi, anche se siamo abituati a pensare ad una durata di circa 9 mesi.

Una gravidanza normale dura invece non “9 mesi”, bensì 280 giorni, ovvero una gravidanza dura esattamente 10 cicli lunari, o 10 cicli mestruali se vogliamo metterla in questo modo.

Il legame, strettissimo, che c’ fra il ciclo ormonale di una donna e il periodo di accrescimento di un feto, è quindi strettamente connesso, come moltissime altre cose naturali, al ciclo di 28 giorni della luna, che influisce non solo sulle maree di mari ed oceani, ma anche su altri eventi periodici, come sono ad esempio le mestruazioni di una donna.

Coppetta mestruale e endometriosi. Meglio evitare?

L’endometriosi è una patologia delle pareti interne dell’utero che può essere anche causa di infertilità e porta a conseguenze molto gravi. Ma come si sviluppa con esattezza?

Endometriosi: una grave infiammazione interna

Si chiama endometriosi una infiammazione interna dell’utero quando la parete che riveste le pareti uterine interne, ovvero l’endometrio, non viene totalmente espulsa.

Normalmente, durante il ciclo mestruale, l’endometrio, non caso l’ovulo non sia stato fecondato e non sia quindi in atto una gravidanza, decade e viene espulso dall0uero, originando le perdite di sangue del ciclo mestruale.

Una presenza anomala di tessuto residuo all’interno dell’utero tende a provocare una infiammazione cornica, che causa sanguinamenti interni, aderenze, fino a portare alla infertilità.

Le cause della presenza di tessuto residuo all’interno dell’utero possono essere molteplici, inclusa la mancata possibilità del sangue mestruale di fuoriuscire liberamente dal collo dell’utero.

L’infiammazione causata dal tessuto residuo comporta forti dolori pelvici, specie durante il periodo mestruale, poiché anche il tessuto anomalo tende ad infiammarsi ed a sanguinare in corrispondenza al ciclo ormonale, dato che tutte le pareti uterine interne sono, durante le mestruazioni, infiammate.

Esistono diverse teorie che spiegano la nascita di una endometriosi, che però non necessariamente sono teorie che si escludono a vicenda: tutt’altro. La compresenza di cause multiple può aggravare il rischio di endometriosi.

Mestruazione retrograda

Fra le cause indicate come possibili eventi scatenanti di una infiammazione intra uterina, ci sono anche le cosiddette mestruazioni retrograde. Secondo questa teoria, parte del sangue mestruale, anziché fluire liberamente ed essere espulso dal collo dell’utero, percorrerebbe una via inversa, riportando il tessuto endometriale indietro, all’interno dell’addome.

Possono teoricamente esistere anche cause esterne per questo rientro del tessuto nel nostro addome, dove si ferma e crea una infiammazione grave che può portare anche alla infertilità.

Secondo il parere di alcuni esperti, le mestruazioni retrograde non sarebbero caratteristiche della singola persona, ma sono un evento che capita spesso e a molte donne.

La differenza starebbe allora nella risposta del singolo organismo, per cui il tessuto, per motivi ormonali o per motivi di deficit immunitari, anche dovuti ad un elevato stress, in alcune donne riuscirebbe ad allocarsi all’interno dell’addome, dando origine alla endometriosi.

Coppetta mestruale: esistono collegamenti con la endometriosi?

Si evince, da quanto detto sopra, che la coppetta mestruale in sé non è causa di endometriosi.

La coppetta, inoltre, a differenza dei tamponi interni che vengono inseriti in alto, fino a raggiungere il collo dell’utero, si inserisce nella parte bassa della vagina e quindi il sangue raccolto non ha la possibilità di rientrare nell0uero poiché dovrebbe risalire tutto il canale vaginale.

Va da sé che la coppetta mestruale viene svuotata ben prima di raggiungere la capienza massima, poiché si rischierebbero perdite di sangue, e quindi non preme in alcun modo il sangue fuoriuscito.

Se esiste qualche controindicazione in tal senso a proposito dei dispositivi per il controllo del flusso mestruale, è legata certamente più ai tamponi interni che non alla coppetta mestruale.

In ogni caso, specialmente se abbiamo mestruazioni molto abbondanti o se siamo in un periodo di grave stress, possiamo consultare il nostro ginecologo che potrà rassicurarci in merito all’utilizzo dei migliori prodotti per il controllo del flusso mestruale.

Come acquistare la tua coppetta mestruale online

Acquistare la coppetta mestruale online è semplice, comodo e veloce. Scopriamo quali sono in vantaggi di un acquisto online.

Acquistare online la coppetta mestruale: veloce, comodo, economico

Quando si desidera acquistare un prodotto che non abbiamo modo nemmeno di provare, spesso un acquisto online è il modo più veloce e più comodo di effettuare il nostro acquisto.

Nel caso della coppetta mestruale, acquistare online ci permette di verificare quali sono i prodotti disponibili e di non dover attendere nel caso avessimo bisogno di una misura che non è presente in negozio.

Non solo: a differenza degli assorbenti tradizionali, che possiamo trovare anche in un qualunque grande magazzino ed in moltissimi negozi, la coppetta mestruale non è un prodotto usa e getta e non sempre potremo trovarla.

Il vantaggio certamente maggiore, oltre alla economicità dell’acquisto, di un acquisto fatto online è sicuramente la comodità e la possibilità di scegliere con tutta calma il prodotto che meglio si addice , senza nessun disturbo e senza nessun tipo di pressione che potremmo invece sentire in caso di scelta in un negozio fisico che ci richieda un certo lasso di tempo per decidere.

In compenso, dopo avere effettuato la nostra scelta, la coppetta mestruale desiderata arriverà direttamente a casa nostra, nel giro di 24 ore.

Certamente l’acquisto online ci offre il vantaggio della comodità, ma ci offre allo stesso tempo un vantaggio economico poiché gli shop online, non necessitando di locali con vetrina per svolgere la loro attività, hanno spese certamente inferiori ai negozi fisici, che si riflettono chiaramente sui costi dei singoli prodotti.

Come acquistare online

Se non abbiamo mai acquistato nulla online, potremo avere qualche dubbio sul funzionamento dell’acquisto e, soprattutto, del pagamento.

Come si vede in fondo alla pagina principale https://coppettamestruale.net/, possiamo scegliere fra diverse modalità di pagamento, sia con carta prepagata, ad esempio la PostePay, sia con carta di Credito del circuito VISA o del circuito MasterCard, oppure con il nostro conto corrente elettronico PayPal.

Al momento della scelta, selezioniamo un prodotto che si andrà aggiungere al nostro Carrello, proprio come fosse un carrello della spesa, che potremo verificare sulla pagina dedicata al carrello https://coppettamestruale.net/cart/.

Una volta terminata la scelta dei prodotti, procederemo ad andare alla cassa, in questo caso una cassa virtuale, che tramite procedura guidata ci permetterà di effettuare il pagamento con il metodo da noi selezionato.

Creando un account personale, in cui inseriremo i nostri dati per poter ricevere a casa nostra, o dove più desideriamo, la nostra coppetta mestruale, avremo anche modo di verificare lo stato dell’ordine appena effettuato, che ci permetterà di tracciare la spedizione per sapere con certezza che il prodotto è stato imballato, spedito, e per quando invece è prevista la consegna.

Potrebbe essere utile inserire un numero di cellulare, che permetta in caso di necessitò, al corriere di chiamarci per avvisarci dell’arrivo del pacco.

Dopo aver creato il nostro personale account, cosa che non implica alcun obbligo di acquisto, possiamo inserire i prodotti di nostro interesse nella nostra personale Lista dei Desideri, visibile alla pagina https://coppettamestruale.net/wishlist/m che potremo mantenere fino a scelta effettuata oppure semplicemente per permetterci di pensarci su, dopo aver trovato il prodotto che a noi interessa, e avere modo, al successivo accesso al nostro account, di trovare subito il prodotto o i prodotti desiderati.