Mestruazioni, miti e tabù culturali nel mondo

Sono purtroppo molti anche oggi i tabù culturali legati alle mestruazioni. Se credevamo di essercene liberate, bhè, siamo in errore.

Miti antichi e miti moderni

Direttamente mutuata dal passato, la percezione che gran parte dell’universo femminile ha del ciclo mestruale si è spostata sulla sindrome premestruale.

Se fino a 100 anni fa, che se ci pensiamo sono veramente pochissimi, si pensava diffusamente che una donna con le mestruazioni potesse “trasformare il vino in aceto” oppure che una donna con le mestruazioni non potesse impastare il pane perché ne avrebbe danneggiata la lievitazione, oggi si pensa che una donna “in quei giorni”, sia stressata, vergognosa di sé, poco in grado persino di lavorare.

Un tabù moderno che viene trasmesso a noi, ed alle nostre figlie, anche dalle pubblicità dei prodotti dedicati a “quei giorni”, che non a caso non vengono mai chiamati “mestruazioni”.

Questi tabù hanno origini profondamente radicate in moltissime culture.

Il ciclo ormonale femminile, legato al ciclo lunare, ha sempre avuto attorno a sé un’aura di mistero poiché era evidente la connessione strettissima fra ciclo mestruale e fertilità.

In molte culture, prettamente culture di stampo patriarcale, ed in tutte le religioni monoteiste, il corpo della donna durante le mestruazioni era considerato impuro, e molto spesso, gran parte di questa percezione errata della nostra femminile fertilità, ci accompagna in modo anche abbastanza subdolo.

Quante di voi acquistano tranquillamente, mettendoli in bella mostra, gli assorbenti dedicati ai primi cicli della figlia? Poche, pochissime, praticamente nessuna.

Siamo noi, oltre ad essere vittime di tabù che sono oramai senza significato, le prime ad insegnare alle nostre figlie che “in quei giorni”, occorre fare di tutto per nascondersi.

Anche gli assorbenti interni, ad esempio, sebbene pensati per la praticità e per la possibilità di indossare quel che si vuole, sono spesso considerati un modo per nascondere il nostro ciclo mestruale e non sono poche le donne che guardano al proprio corpo con una sorta di disgusto.

La coppetta mestruale: un aiuto per andare oltre i tabù

Occorre riappropriarsi del proprio corpo, ed abbandonare i miti sulle mestruazioni, senza aggiungerne altri di inventati ad hoc.

Ricordiamo che la sindrome premestruale è una normale fase del nostro ciclo ormonale, ma ricordiamo anche che dolori troppo forti ci devono portare non a nasconderci in casa, ma a parlare con un medico.

I tabù sulle mestruazioni, in tutte le culture ma principalmente nelle religioni monoteiste, fondamentalmente patriarcali, sono con grande probabilità legati al fatto, puro e semplice, che una donna con le mestruazioni non è una donna gravida, né è una donna pronta a rimanere gravida.

Sebbene esista qualche vaga possibilità che questo accada, infatti, è quasi impossibile che avendo un rapporto sessuale completo durante le mestruazioni si possa rimanere gravide.

Questo, in una cultura, anzi in molte culture, in cui la donna è sinonimo di fertilità e di riproduzione della specie, fa si che i giorni di mestruo vengano visti come qualcosa di negativo.

Spesso siamo le prime a vergognarci del nostro sangue mestruale e anche se un rapporto sessuale soddisfacente potrebbe alleviare i dolori addominali, siamo le prime a rifiutarci.

Per riprendere contatto non solo con il proprio corpo esteriore, ma anche con la nostra femminilità., è utile, 13 volte l’anno, passare qualche giorno toccando con mano, magari usando una coppetta mestruale soft come queste https://coppettamestruale.net/coppette/coppette-mestruali-soft/, che ci permetterà di verificare che non c’è nulla di sporco né tanto meno di vergognoso nel nostro sangue mestruale: non è altro che la prova della nostra fertilità.

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